Ô 30 Restaurant

Lunedì: Chiuso
Martedì: 12:00 – 13:30, 19:00 – 21:00
Mercoledì: 12:00 – 13:30, 19:00 – 21:00
giovedì: 12:00 – 13:30, 19:00 – 21:00
venerdì: 12:00 – 13:30, 19:00 – 21:00
sabato: 12:00 – 13:30, 19:00 – 21:00
domenica: Chiuso

Situato al numero 30 di rue des Juifs a Strasburgo, il ristorante Ô30 vi invita a vivere un’esperienza gastronomica unica, dove i sapori africani si fondono con la cucina francese in una fusione audace e raffinata.

Ai fornelli, lo chef Seydou esalta prodotti poco conosciuti dal grande pubblico, provenienti da un’Africa dalle infinite ricchezze culinarie. Ingredienti sani, biologici ed equosolidali, lavorati con passione per rivelarne tutto il potenziale. Al suo fianco, Wilfried garantisce un’accoglienza calorosa e un’esperienza in sala all’altezza dei piatti serviti.
La filosofia del ristorante si riassume in tre parole: mangiare sano, mangiare meglio, mangiare in modo diverso. Ogni piatto è un invito al viaggio, preparato con prodotti freschi, in una costante ricerca della semplicità al servizio della complessità dei sapori.

Acclamato dalla stampa regionale e nazionale, dalle *Dernières Nouvelles d’Alsace* a *Le Point*, l’Ô30 si è rapidamente affermato come un indirizzo imperdibile della gastronomia di Strasburgo. Le recensioni degli ospiti confermano l’entusiasmo: abbinamenti di sapori sorprendenti, carni di una tenerezza straordinaria, un servizio attento e un’atmosfera avvolgente che fa venire voglia di tornare.

Che siate amanti della gastronomia alla ricerca di novità o semplicemente curiosi di esplorare una cucina dai sentori africani, l’Ô30 promette un’esperienza indimenticabile per il palato e per l’anima.

Quando due appassionati reinventano la gastronomia a Strasburgo

La storia del ristorante Ô30 ha inizio ben prima della sua apertura, a metà strada tra i vivaci mercati di Dakar e le grandi istituzioni della gastronomia francese. Seydou Diao, lo chef, è cresciuto in Senegal in una famiglia di pastori, dove la cucina occupava un posto centrale. Sua madre cucina ogni giorno per tutta la famiglia; gli orti e gli animali fanno parte della vita quotidiana. È lì, da bambino, che impara a tagliare, pulire e preparare la carne: gesti che padroneggerà ben prima ancora di iniziare la formazione.

Il suo percorso verso la cucina, tuttavia, non è stato diretto. Per accontentare suo padre, Seydou intraprende dapprima un percorso di studi scientifici, poi una laurea in economia. Ma il richiamo dei fornelli è più forte. Alla fine si iscrive a un corso di diploma tecnico superiore (BTS) in ristorazione presso il liceo Alexandre Dumas di Illkirch, e da lì tutto prende il via. Si susseguono esperienze in grandi ristoranti, tra Strasburgo, Monaco e Saint-Jean-Cap-Ferrat, dove scopre il rigore, l’esigenza e, soprattutto, la ricchezza delle quattro stagioni, un concetto che in Senegal non esiste. Si forma anche con uno chef giapponese alla «Voile d’Or», poi con il primo maestro di sushi dell’Alsazia, affinando un approccio tecnico che arricchirà la sua gamma culinaria.

È l’Alsazia che alla fine lo trattiene. Qui trova persone sincere, appassionate e laboriose: valori che risuonano profondamente con i suoi. È in questa terra, con i suoi produttori locali, il suo cacciatore dei Vosgi e i suoi approvvigionamenti diretti dal mercato all’asta, che sceglie di radicare il suo progetto.
Nel novembre 2022, Seydou si associa a Wilfried Schnell per aprire Ô30, al numero 30 di rue des Juifs, a due passi dalla cattedrale di Strasburgo. Il concetto è chiaro fin dall’inizio: una cucina afro-fusion, in cui i sapori e i prodotti africani – patata dolce, foglie di manioca, ibisco, caffè della Tanzania, thiéré – incontrano il savoir-faire e i prodotti del territorio francese ed europeo. Una cucina che racconta la storia personale del suo chef, strato dopo strato, piatto dopo piatto.

A tre anni dall’apertura, il locale si è affermato come un punto di riferimento imprescindibile della scena gastronomica di Strasburgo. Il menu cambia due volte a stagione, il menu del giorno varia ogni mezzogiorno e Seydou non ripropone mai un piatto identico a un altro. Una filosofia di movimento perpetuo, sostenuta da una profonda convinzione: la stagnazione è il peggior nemico di questo mestiere.

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